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Elm, nel cantone svizzero di Glarona, conserva un nucleo di case in legno e offre una vacanza sulla neve fra sci, fondo e passeggiate. Le scuole seguono bambini e adulti, mentre la vecchia scuola ospita un museo e un centro visitatori.

Un paese di legno sotto i Tschingelhörner

Elm è l’ultimo villaggio della Sernftal, la valle che si addentra nel Glarnerland, il territorio del cantone svizzero di Glarona. Sorge intorno ai 1.000 metri ed è soprattutto un paese di case in legno. Proprio per come ha saputo conservarle ha ricevuto nel 1981 il premio Wakker, il riconoscimento svizzero che premia la cura del paesaggio costruito.

Sopra il paese si alza una cresta frastagliata, i Tschingelhörner, che da Elm si riconosce subito. Nella roccia si apre il Martinsloch, una grande finestra naturale. Non è stata scavata da un singolo evento: in quel punto si incrociano due zone di debolezza della roccia e l’erosione ha lavorato più in fretta che altrove, fino a bucare la parete. La terrazza della Munggä Hüttä, un rifugio-ristorante dell’area sciistica, guarda verso questa cresta; il centro visitatori del paese aiuta invece a conoscerne la geologia.

Le piste di Elm e la scelta del rientro

Il comprensorio offre 40 km di piste da sci alpino. La cabinovia collega la stazione di valle, a 1.020 m, ad Ämpächli, intorno ai 1.480 m. Seguono le seggiovie Schabell e Pleus, rispettivamente a 2.036 m e a Steinböden, a 2.105 m, il punto più alto servito dagli impianti. Con gli skilift Bischof e Ämpächli, la rete comprende cinque impianti principali.

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Fra le discese ci sono la Rietboden, numero 8, blu, e la Vreni Schneider, numero 10, rossa: quest’ultima porta il nome della campionessa di Elm, alla quale sono legati anche una scuola di sci, un noleggio e il museo del paese.

Il rientro richiede attenzione: Stalden è rosso, Steinibach nero nel suo insieme, con un tratto finale blu. Prima di scendere fino in paese occorre quindi valutare la propria capacità sulle piste rosse o nere e verificarne l’apertura.

Per la stagione 2026/27 è stato annunciato il progetto FUTURO, che prevede l’innevamento tecnico di circa il 35% della superficie delle piste, oltre al rientro sciistico e alla pista da slittino verso valle. È un intervento che riguarda anche le discese alle quote più basse, dove si conclude la giornata di chi torna in paese sugli sci o in slitta.

Imparare ad Ämpächli, da bambini e da adulti

La Kinder-Arena di Ämpächli è l’area per i primi passi su sci e snowboard. Ha tre tappeti mobili, cioè nastri trasportatori su cui si risale stando in piedi, e uno skilift per imparare a sciare. Si trova accanto all’arrivo della cabinovia, quindi i bambini restano vicini al ristorante e agli adulti che li aspettano.

Le due scuole di sci propongono corsi con formule ed età di ammissione diverse. La Schweizer Ski- und Snowboardschule Elm, la scuola svizzera di sci e snowboard, tiene corsi collettivi di sci per bambini divisi per capacità. I principianti imparano a frenare e a curvare, chi è già pratico lavora sulla tecnica e prova piste più impegnative. Il livello di partenza si concorda con la scuola.

Snowli-Kids e il corso con un genitore

Per i più piccoli la scuola svizzera organizza Snowli-Kids, il corso del fine settimana nella Kinder-Arena, aperto ai bambini dai quattro anni e attivo quando funzionano gli impianti. Prevede un distacco vero dal genitore. Mamma o papà accompagnano il bambino al punto di incontro e lo affidano al maestro, poi lo riprendono nella Kinderarena. Per questo si chiede una certa autonomia: il bambino deve capire istruzioni semplici e aspettare per brevi momenti senza il genitore accanto.

Nel giardino neve, come la scuola svizzera chiama l’area dei primi esercizi, si procede per tappe. Si comincia camminando con gli sci ai piedi, poi si impara a scivolare e frenare a spazzaneve, quindi a curvare, infine si fanno esercizi con piccoli elementi da superare. Il passaggio alla tappa successiva dipende da ciò che il bambino sa già fare, non da un numero fisso di lezioni.

La scuola Vreni Schneider propone una formula diversa, il corso genitore-bambino per piccoli fra i due e i cinque anni. Qui un adulto partecipa alla lezione insieme al figlio, nell’area di Ämpächli. Si lavora sul movimento, sullo scivolamento e sui primi arresti. È una soluzione per chi ha un bambino troppo piccolo per Snowli-Kids o non ancora pronto a restare da solo con un maestro.

La prima volta da adulti

Anche gli adulti possono cominciare con una lezione privata di sci o di snowboard. La scuola svizzera ha una formula introduttiva per adulti principianti, prenotabile una sola volta. Comprende due ore di lezione privata, il noleggio dell’attrezzatura per l’intera giornata e una giornaliera valida per l’area principianti. Questa giornaliera non apre tutto il comprensorio: serve per esercitarsi dove si è imparato. Chi vuole poi provare le piste blu in quota acquista uno skipass a parte.

Per l’attrezzatura c’è Vreni Schneider Sport, il negozio nel nucleo del paese. D’inverno noleggia sci e snowboard, anche in misura da bambino, scarponi, caschi, ciaspole e materiale da fondo per tecnica classica o skating. Chi vuole provare un modello diverso prenota gli sci del servizio test e li ritira nel punto di fronte alla stazione di valle della cabinovia, che non coincide con il negozio in paese.

Snowboard e lavoro sulla tecnica

La tavola ha un percorso didattico proprio. La scuola svizzera tiene corsi collettivi di snowboard per bambini: chi inizia prende confidenza con la tavola, impara a fermarsi e fa le prime curve; chi è più avanti migliora la tecnica e si abitua a scendere con sicurezza su piste più impegnative.

Per chi scia già bene e vuole lavorare sulla precisione, la scuola Vreni Schneider ha una sezione dedicata alla tecnica da gara. Su richiesta si possono fare prove cronometrate, esercizi a stazioni e videoanalisi, per osservare il proprio modo di sciare in condizioni di gara e correggerlo con l’aiuto di un istruttore. È comunque un’opzione per chi cerca qualcosa oltre la classica lezione di perfezionamento.

La Loipe Elm fra case e bosco

Lo sci di fondo resta in basso, fra le case. La Loipe Elm è il percorso 230 della rete SchweizMobil: parte e arriva in paese e misura circa 8 km. Il primo tratto, chiamato Wiese, è quasi pianeggiante e passa accanto alle case del nucleo.

Dopo il ponte il tracciato cambia carattere. Comincia il Bärentritt, la salita più marcata dell’intero anello, e una volta in cima la pista prosegue lungo il margine del bosco verso Aeschen. Chi ha poca esperienza con lo sci di fondo può cominciare dal tratto Wiese. L’anello completo però non è tutto facile, e il Bärentritt va messo nel conto prima di partire.

L’attrezzatura si noleggia nel paese, nello stesso negozio che serve gli sciatori alpini, sia per la tecnica classica sia per lo skating. Prima di uscire conviene chiedere quale tecnica sia preparata sul tracciato in quel momento.

Passeggiate invernali e slittino da Ämpächli

Anche per chi non scia, Ämpächli è il punto di partenza per uscire sulla neve: dalla stazione della cabinovia si imboccano passeggiate invernali su percorsi pedonali battuti, senza bisogno di ciaspole. La più breve porta all’Älpli, un ristoro in una baita d’alpeggio poco sopra la stazione a monte, in circa quindici minuti.

Chi vuole camminare di più prosegue lungo l’Älpliweg, passa dall’Älpli e arriva alla Munggä Hüttä, il rifugio-ristorante nel cuore del comprensorio. Ci vuole un’ora abbondante di sola andata. Il ritorno si calcola a parte, in base al passo e alla luce rimasta.

4 km in slitta fino al paese

La pista da slittino comincia accanto alla stazione a monte e scende per 4 km fino alla stazione di Elm. È separata dalle strade aperte alle auto e viene preparata durante l’esercizio invernale.

Chi non ha una slitta può noleggiarla alla cassa della stazione di valle oppure al ristorante di Ämpächli. In alcune serate programmate la pista resta aperta con l’illuminazione accesa: si sale in cabinovia nel buio e si scende sotto le luci. L’apertura, di giorno come di sera, dipende dalla neve e dal meteo, e calendario e biglietto delle serate vanno verificati in anticipo.

Ristori e serate prenotabili sopra Elm

In quota le soste hanno caratteri diversi. Il Bergrestaurant Ämpächli, accanto alla stazione a monte, è un self service con terrazza, adatto a una pausa semplice fra una discesa e l’altra o all’arrivo della cabinovia: buffet di insalate, spaghetti, patatine e piatti di stagione.

L’Älpli ha invece l’aria della baita d’alpeggio. Dalla terrazza si guardano le montagne intorno e fra le specialità stagionali c’è anche il Kaiserschmarrn fatto in casa, un dolce. La Munggä Hüttä è il rifugio dove si mangia la cucina di montagna: rösti, spätzli d’alpeggio, fondue e raclette. La sua terrazza guarda verso i Tschingelhörner.

Due proposte serali portano in quota con un programma completo e non vanno confuse con una cena libera. Winterzauber, alla Munggä Hüttä, si prenota per gruppi da quindici persone. Comprende la salita in cabinovia, una camminata con le ciaspole accompagnata fino al rifugio, la cena e il ritorno a valle in slitta, con noleggio di ciaspole e slitta incluso.

Hüttenromantik si svolge all’Älpli. Si sale in cabinovia, si raggiunge la baita a piedi lungo un sentiero illuminato, si cena e si torna in paese in slitta. Si può prenotare anche individualmente, ma la serata si svolge solo se gli iscritti raggiungono in tutto almeno dodici persone. Nessuna delle due formule è aperta ogni sera senza prenotazione.

Soggiornare nel paese

L’Hotel Elmer si trova nel nucleo protetto, in un edificio costruito nel 1858. Ha venti camere e un’area sauna, accessibile su prenotazione anche a chi alloggia altrove. Chi sceglie un appartamento o un’altra pensione può quindi concedersi una pausa in sauna senza cambiare alloggio, purché prenoti.

L’Hotel Segnes sta poco sopra la chiesa ed è pensato anche per famiglie numerose: oltre alle doppie ha camere per tre, quattro e cinque persone. Dispone di un locale dove asciugare scarpe e abbigliamento.

Chi preferisce cucinare da sé può soggiornare nel Suworowhaus, una delle case storiche del paese. Nel sottotetto c’è uno studio arredato con cucina, letto matrimoniale e divano letto, per un massimo di quattro persone. Il nome della casa viene da un episodio del 1799. Il generale russo Suvorov vi passò la notte prima di attraversare con il suo esercito il Panixerpass, in ottobre.

La vecchia scuola e la fabbrica di lavagnette

La vecchia scuola di Sandgasse ospita due istituzioni distinte, ciascuna con orari e regole proprie. Il Vreni-Schneider-Museum ripercorre la carriera della campionessa partita da Elm, con medaglie, coppe, maglie olimpiche e racconti personali della stessa Vreni Schneider. Una sezione è dedicata alla forza mentale. Gli orari vanno controllati prima della visita.

Nello stesso edificio, al numero 1 di Sandgasse, c’è il centro visitatori Sardona, che spiega la montagna vista dal paese. Ci sono un modello tridimensionale del territorio, tavoli con strumenti e giochi, una zona lettura e alcuni giochi ispirati al Martinsloch, adatti anche ai bambini. Il centro apre tutti i giorni e su richiesta organizza visite con una GeoGuide, una guida specializzata nella geologia della zona.

Il tema del centro è la Tektonikarena Sardona, il paesaggio geologico tutelato dall’UNESCO. Qui la linea del sovrascorrimento principale di Glarona mostra rocce più antiche spinte sopra strati molto più giovani durante la formazione delle Alpi, al contrario dell’ordine abituale. Al centro si capisce anche perché la cresta dei Tschingelhörner interessi tanto i geologi.

Poco più in là, la Schiefertafelfabrik racconta il lavoro del paese. Il nome significa fabbrica di lavagnette di ardesia: Schiefer è l’ardesia, Tafel la lavagnetta. Fondata nel 1898, produceva soprattutto lavagnette scolastiche, poi altri piccoli oggetti, attraverso più di trenta lavorazioni. La visita guidata dura circa un’ora e mezza. Mostra le vecchie macchine e collega il lavoro dell’ardesia alla storia dell’estrazione e alla frana che colpì Elm. Non è un museo aperto liberamente: i gruppi si organizzano con il gestore, al quale si chiede anche se è possibile unirsi a un gruppo già formato. In inverno la visita di gruppo si può abbinare a un pasto in paese e, su richiesta, a una visita guidata del villaggio.

Arrivare a Elm dall’aeroporto di Zurigo

Lo scalo di riferimento è l’aeroporto di Zurigo. Da qui un treno porta in circa quindici minuti alla stazione centrale, Zürich Hauptbahnhof. Quei quindici minuti riguardano solo questo primo tratto, non l’intero viaggio fino a Elm.

Da Zurigo si prende la S25 fino a Schwanden, dove si cambia per l’autobus della valle. Conviene controllare l’orario per la data del viaggio. Prima di salire sul bus bisogna sapere dove scendere. Chi alloggia nel nucleo scende a Elm Dorf, la fermata presso la chiesa. Chi va direttamente a sciare o ha prenotato vicino agli impianti prosegue fino alla stazione di valle della cabinovia Elm–Ämpächli.

In auto da Zurigo città serve indicativamente un’ora di guida, che con la neve può allungarsi. Alla stazione di valle ci sono parcheggi e quattro punti di ricarica per auto elettriche.

Regione: Glarona, Svizzera
Altitudine minima: 1020m
Altitudine massima: 2105m
Tot piste: 40km
Data apertura impianti sciistici:       -
Data chiusura impianti sciistici:       -
 
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