Chi scia nel comprensorio di Breuil-Cervinia, non può non rimanere soggiogato per sempre dal fascino possente del Cervino, dalla sua forma così unica, tanto slanciata da sembrare tutt’uno con il cielo. Con l’aggiunta di 350 chilometri di piste (e tante altre attrattive) rendono questa Valle e il comprensorio di Breuil-Cervinia unici al mondo.
Se il Cervino è al centro di questo grande e internazionale comprensorio a cavallo tra Italia e Svizzera, il successo di Breuil-Cervinia è anche dovuto alla possibilità di partire o rientrare in paese sempre con gli sci ai piedi. Anche in stagione inoltrata grazie alla quota elevata su cui si diramano le piste di rientro, dalla mitica Ventina, che termina la sua “corsa” proprio in paese, ai tracciati del Cretaz e a quelli di Cieloalto, tutti comunicanti tra loro attraverso una fitta rete di impianti di risalita. A Breuil-Cervinia ci si dimentica dell’auto. Gli unici mezzi conosciuti, oltre agli impianti, i gatti delle nevi. E per gli sportivi più impegnati gli sci da alpinismo e le racchette da neve.
Tradizione, storia, un passato glorioso e un presente sempre più importante, capace di coniugare sci tradizionale, sci in fuori pista, qui il freerider ha trovato la sua migliore valorizzazione grazie a discese strepitose per contenuti tecnici e panorami mozzafiato, e tanto snow. A Breuil-Cervinia è infatti in funzione dal 2003 uno Snow Park tra i più apprezzati dell’intero arco alpino. Conosciuto dagli appassionati di evoluzioni (e non solo) con il nome di “IndianPark”, è situato nella zona denominata “Fornet” ed è servito dall’omonina seggiovia quadriposto ad agganciamento automatico ubicata presso l’area-ski di Plan Maison. Con i suoi 3.051 metri di quota, è lo snow park più alto d’Europa. Oltre a garantire ottima neve data l’altezza, offre agli appassionati dello snowboard tutte le possibili evoluzioni con “Rail” e Kicker” di grande attrazione. L’ “IndianPark” di Breuil-Cervinia predispone inoltre di percorsi di boardercross e di un’apposita area per il freestyle.
Dai 3.500 metri di Plateau Rosà, il più blasonato balcone bianco delle Alpi, da qui lo sguardo può spaziare dal Cervino, che nonostante i suoi 4.478 metri d’altezza da questa “terrazza” sembra quasi di poterlo toccare, al Monte Bianco (m. 4810) e al Monte Rosa (m.4.634), dal Gran Paradiso (m. 4.061) alle montagne del Piemonte, con l’inconfondibile profilo del Monviso (m. 3.841), a quelle più vicine della Savoia e della Svizzera, con le cime dell’ Eiger (m.3.970) e della Jungfrau (m.4.158) a sorvegliare l’Oberland Bernese, inizia la splendida e celebrata pista del Ventina, che si può imboccare anche dalla discesa del Piccolo Cervino se si è in territorio svizzero. Da Plateau Rosa che partono gli 11 chilometri del tracciato classico, quello che si conclude a Cervinia. Si comincia con un’esse che incornicia un muro che sembra non finire mai (almeno per le gambe meno allenate) e poi, dopo un falsopiano con continui cambi di pendenza, ecco che la “grande pista” s’impenna nuovamente prima di arrivare alla stazione intermedia di Cime Bianche Laghi (m. 2.812), raggiungibile anche dalla vicina Valtournenche con il collegamento della seggiovia “Goillet”. Manca ancora parecchio alla meta: una serie di schuss introducono alla diagonale che porta in zona Bardoney, là dove inizia l’altra spettacolare parte (da un punto di vista tecnico) del percorso. Il famoso muro del Bardoney. Una diagonale tra un boschetto di pini fa da preludio all’ultimo tratto.
Degna conclusione di una pista che ha fatto la storia dello sci. La seggiovia del Bardoney garantisce, per chi lo volesse, la ripetizione del solo muro o il collegamento con la zona sciistica di Cieloalto. La ripetizione per intero del tracciato è invece garantita dalla funivia di Breuil-Cervinia Plan Maison o dalla telecabina a 6 posti che corre in parallelo, Una volta raggiunto Plan Maison, la nuova “12 posti” porta gli sciatori sino a Cime Bianche Laghi e la successiva maxi funivia da 140 posti ai 3.500 metri di Plateau Rosà, per un’altra discesa d’autore.
Un consiglio pratico: per non arrivare in fondo al Ventina con le gambe “cotte” e il fiato alle ginocchia, è preferibile fermarsi lungo la pista in qualche accogliente bar-rifugio oppure sostare ad ammirare il panorama, con quel Cervino che sembra inseguire lo sciatore, tanto cambia l’angolo di visuale fermata dopo fermata. E’ gradita la macchina fotografica, magari nello zaino di chi sa sciare bene!
Se Plateau Rosà è la porta d’accesso più conosciuta per accedere al comprensorio svizzero di Zermatt, il Colle del Theodulo è un’altra via di ingresso ugualmente comoda: si raggiunge da Breuil-Cervinia utilizzando le seggiovie “Plan Maison”, “Fornet” e “Bontadini”. Una nota di storia locale: fin dalla metà del XVI secolo il Colle del Theodulo veniva utilizzato dagli abitanti della Valtournenche per commerciare con i vicini svizzeri, passando proprio dove ora ci sono le piste da sci per raggiungere le principali città del Vallese. Per chi ritorna con gli sci dal comprensorio di Zermatt, suggeriamo un’alternativa al classico rientro in Italia con la Funivia del Piccolo Cervino. Nella parte svizzera del Theodulo sono in funzione due sciovie ad ancora di collegamento con Plateau Rosà che consentono di ammirare in tutta la sua bellezza la parete Est del Cervino, con la cresta Whymper, dal nome dello scalatore inglese che il 14 luglio del 1865 raggiunse per primo la vetta del Nobile Scoglio, risalendo proprio questa cresta che oggi porta il suo nome.
Come dire l’altra faccia del Cervino.
Da qui cambiano le prospettive, gli angoli e le visuali: la parete Sud e la Testa del Leone (l’appendice del Cervino) sembrano divertirsi a confondere sagome e disegni: ora montagna possente, una curva dopo montagna che ti incanta con le sue straripanti linee rette che guardano verso l’alto, quasi a voler raggiungere con un balzo il sole. Ed è la seggiovia Pancheron (l’ultima nata: 6 posti, cupola di protezione, barra sicurezza bambini) che ha contribuito ad ampliare la già ricca offerta di questo comprensorio che è il Cretaz. L’impianto consente infatti di raggiungere quota tremila (sotto la Cresta del Furggen) in meno di dieci minuti e optare poi tra il domaine skiable di Plan Maison o quello della “Città delle Pietre”, percorrendo piste di rara bellezza tecnica come la “9 bis” o la “24” che in primavera offrono il meglio di se per via di quella neve trasformata che permette di disegnare super curve anche su muri verticali.
L’arrivo in paese è assicurato dalla pista “5” (azzurra) o dalle più impegnative “3” e “3bis”. Ed è utile sottolineare come una delle grandi prerogative di Breuil-Cervinia sia proprio quello di garantire il rientro con gli sci in paese, anche in primavera inoltrata, sempre con neve di qualità, complice le elevate quote su cui si sviluppa il Comprensorio del Cervino. Parlando ancora della “Città delle Pietre”, la seggiovia del Pancheron” offre anche l’opportunità di imperdibili discese di freeride, in una zona che per esposizione geografica (proprio sotto il Cervino) garantisce una neve polverosa per quasi tutta l’intera stagione sciistica del Breuil.
Se la pista del Ventina è la più celebrata, non meno famosi sono i tracciati dell’area ski di Cieloalto, dove negli anni ’70 si sono disputate gare di Coppa del Mondo. Pendii ripidi, la cui parte finale è avvolta nel bosco (ideale per allenamenti anche in caso di scarsa visibilità: nebbia o neve), assecondano le esigenze dello sciatore più esperto, che cerca la propria gratificazione tecnica su percorsi impegnativi dall’inizio alla fine. Cieloalto, raggiungibile con gli sci direttamente anche dalla pista del Ventina con una diagonale di collegamento molto panoramica (con vista su Cervinia), ha il vantaggio di essere fuori dai grandi flussi sciatori, così da essere palcoscenico ideale per allenamenti di gigante e slalom. Il borgo di Cieloalto, da cui il nome, è raggiungibile con gli sci da Cervinia paese servendosi della seggiovia “Bardoney” o attraverso un servizio di navette, così da non utilizzare la propria auto.
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