Monte Cimone

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Il Monte Cimone, in Emilia-Romagna, è la cima più alta dell'Appennino settentrionale: raggiunge 2.165 metri e sovrasta i paesi del Frignano, nella provincia italiana di Modena. La vacanza invernale si divide fra le piste sui suoi versanti e centri abitati che hanno una vita propria, a cominciare da Sestola e Fanano. Non si soggiorna in un'unica stazione costruita attorno agli impianti: si può scegliere un albergo in paese, una sistemazione vicino ai campi scuola oppure una base direttamente sulle piste.

Il comprensorio può contare su oltre 50 chilometri di piste, con discese collegate fra Passo del Lupo, Lago della Ninfa, Cimoncino e Le Polle. È abbastanza vario da lasciare spazio sia a chi vuole ripetere una pista impegnativa sia a chi sta imparando; tutt'intorno ci sono boschi per le escursioni invernali, baby park e rifugi. Tornando a valle, il pattinaggio a Fanano e i centri storici aggiungono qualcosa da fare anche senza sci.

Sestola, Fanano e le basi della vacanza

Sestola si riconosce dalla rocca che domina le case. Il centro storico si trova a circa 1.020 metri, ai piedi dello sperone sul quale sorge il castello: una presenza ben diversa dagli edifici degli impianti e che dà al paese il suo profilo. La rocca ospita il Museo della Civiltà Montanara e quello degli Strumenti Musicali Meccanici; per visitarli in inverno occorre controllare le giornate di apertura.

Da qui si sale a Passo del Lupo, una delle principali porte d'ingresso alle piste, distante circa 7 chilometri dal paese. Chi alloggia a Sestola deve quindi prevedere il trasferimento in quota. L'alternativa alla salita in auto comprende la seggiovia Sestola–Pian del Falco e, da Pian del Falco, la navetta per Passo del Lupo, secondo il servizio stagionale. Il collegamento fra questi ultimi due punti è su strada, non sugli sci.

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Fanano è l'altra base importante. Nelle vie e nelle frazioni si incontrano le opere del Parco Urbano di Sculture in Pietra, un museo all'aperto nato dai simposi internazionali di scultura. Dal paese si raggiunge l'area sciistica del Cimoncino passando per Canevare. Soggiornare qui significa anche avere il Palaghiaccio in centro, senza dover risalire sulla montagna per ogni attività.

Sul lato nord-occidentale del Cimone, Le Polle è invece una base sciistica a 1.280 metri, raggiungibile dal paese di Riolunato, con alberghi, noleggi e scuole vicino agli impianti. Fra i paesi da visitare durante il soggiorno c'è anche Montecreto: il borgo sale verso la chiesa di San Giovanni Battista e la torre medievale trasformata in campanile.

Imparare a sciare e giocare sulla neve

Le scuole sono distribuite nelle principali aree d'accesso: al Cimoncino opera la Scuola Sci Fanano Cimoncino, a Passo del Lupo si trovano le scuole Cimone e Sestola, alle Polle diverse scuole di sci e snowboard. Chi comincia può così scegliere le lezioni in funzione della propria base, senza dover attraversare il comprensorio. Anche gli adulti alle prime armi trovano campi scuola e maestri. La Scuola Sci Fanano Cimoncino insegna sci, snowboard e fondo, con istruttori che parlano anche inglese, francese e spagnolo. Nel suo organico ci sono specializzazioni nell'insegnamento alle persone con disabilità: chi ha esigenze specifiche può concordare in anticipo il percorso con la scuola.

Per i bambini che vogliono soprattutto giocare, i baby park sono al Lago della Ninfa, al Cimoncino e alle Polle. Quello del Lago della Ninfa comprende giochi morbidi, gonfiabili, una pista per slittini e tappeto di risalita; lo Stray Park delle Polle separa l'area dei più piccoli da quella del bob e propone anche il tubing, le discese sulle ciambelle. Al Cimoncino, accanto al Centro Servizi, c'è anche una ludoteca al coperto, utile per interrompere il gioco all'aperto e trascorrere un po' di tempo al caldo. Questi spazi non equivalgono a un servizio di custodia: l'eventuale affidamento dei bambini va concordato espressamente con chi gestisce l'attività.

Per una discesa più lunga, a Passo del Lupo c'è la pista da bob di 700 metri e 120 metri di dislivello, con rettilinei e curve paraboliche. Si utilizzano soltanto i bob omologati del Consorzio e il casco è obbligatorio. Sono ammessi bambini di età superiore a 3 anni; sotto i 125 centimetri di altezza devono essere accompagnati da un adulto. L'apertura dipende dalle condizioni della pista.

Le piste: discese lunghe, nere e aree per imparare

Uno skipass permette di sciare nelle diverse aree del Cimone. Il comprensorio dispone di 21 impianti; fra quelli principali ci sono la funivia da Passo del Lupo a Pian Cavallaro, le seggiovie a 6 posti Cimoncino e Polle–Valcava e la quadriposto del Lago della Ninfa. L'innevamento programmato copre circa 30 chilometri di piste, ma l'apertura dei raccordi e delle singole discese resta legata alle condizioni della montagna.

Passo del Lupo e il Cimoncino

Passo del Lupo è una base attrezzata con scuole, noleggi, rifugi e alberghi sulle piste. Dalla funivia si raggiunge Pian Cavallaro, l'ampia zona alta del comprensorio. Nelle giornate limpide il panorama si apre verso la Pianura Padana, le Prealpi e la Pietra di Bismantova, il rilievo dalla sommità piatta dell'Appennino reggiano.

Fra le piste di quest'area, la rossa Catinaccio misura 3.600 metri, mentre la nera Direttissima Paletta è lunga 1.700 metri. Sono discese con un impegno diverso: la prima offre soprattutto sviluppo, la seconda una difficoltà superiore. Al Cimoncino, l'area sciistica sul versante raggiungibile da Fanano, la rossa Delle Marmotte si estende per 3.000 metri; Delle Pernici è una nera di 1.900 metri e Delle Aquile, lunga 2.700 metri, comprende tratti rossi e neri.

Le Polle e il Lago della Ninfa

Alle Polle la pista nera Razzo è dedicata al campione olimpico Giuliano Razzoli. Nella stessa area, la Baggiolara II misura 1.300 metri: le possibilità per chi ha già una buona tecnica convivono con un campo scuola alla base, servito da un tappeto coperto.

Il Lago della Ninfa, a 1.500 metri, raccoglie in uno spazio più circoscritto scuola di sci e snowboard, noleggio, area di avviamento allo sci e rifugi. La pista principale è di media difficoltà e misura 900 metri; il campo scuola è invece riservato alle prime prove. Una parte della discesa ospita lo snowpark, accessibile con lo skipass del comprensorio. L'allestimento dello snowpark varia durante la stagione.

Nei boschi, sul ghiaccio e fuori dalle piste

Le ciaspolate portano in un ambiente diverso da quello delle discese: nei boschi di faggio e abete, tra le radure e lungo percorsi scelti in base alla neve. La Via dei Monti, Stray Dogs Outdoor, Appennino Hikers e Modena Slow organizzano escursioni accompagnate nell'area del Cimone. I programmi comprendono proposte di difficoltà diversa, da concordare con le guide se si parte con bambini o se non si è abituati a camminare sulla neve.

Un esempio è la Val Fellicarolo, vallata nel territorio di Fanano, dove Modena Slow propone uscite fra le faggete con vista sulle montagne circostanti. Se la neve manca, alcune partenze possono trasformarsi in escursioni a piedi; sono le condizioni effettive a determinare il percorso, non un programma da ripetere uguale in ogni inverno.

Per lo sci di fondo, nell'Appennino modenese una destinazione specifica è il Centro Fondo Piana Amorotti alle Piane di Mocogno. Un'altra è il Centro Fondo Boscoreale, nell'area di Frassinoro–Piandelagotti. Si raggiungono con un trasferimento: non sono piste collegate al carosello del Cimone. Sono alternative da considerare se alla discesa si vuole affiancare una giornata sugli sci stretti.

In paese, il Palaghiaccio di Fanano dispone di una pista di 60 per 30 metri, con noleggio dei pattini, spogliatoi e armadietti. È una possibilità anche per le famiglie che hanno trascorso la mattina sulle piste e vogliono restare in centro nel pomeriggio. Il bar e il ristorante adiacente Lo Chalet, affacciato sulla pista attraverso una vetrata, permettono di fermarsi anche a chi preferisce guardare gli altri pattinare. Per una pausa di benessere a Sestola, l'Hotel Villa delle Fate ha sauna finlandese, bagno turco e vasca idromassaggio: la spa non ammette minori di 16 anni e l'uso esclusivo è a pagamento, su prenotazione e disponibilità.

Il castello di Sestola e le sculture di Fanano

La passeggiata nel centro di Sestola porta sotto la rocca, dove le mura racchiudono la Palazzina del Comandante, l'oratorio di San Nicolò e il Palazzo del Governatore. La torre dell'orologio risale al 1572. È il nucleo storico intorno al quale si è sviluppato il paese e merita tempo anche quando si viene in montagna soprattutto per sciare; nelle giornate di apertura dei musei, la visita permette di entrare nella storia quotidiana di queste valli.

Nelle antiche scuderie, il Museo della Civiltà Montanara ricostruisce ambienti di casa e di lavoro. Si passa dalla cucina alla camera da letto, dalla cantina alla stalla, poi alle botteghe del fabbro, del falegname e del calzolaio. Telai e strumenti della filatura ricordano le lavorazioni domestiche, mentre la Sala della Neve conserva sci, slitte e attrezzi legati agli inverni in montagna. Gli oggetti aiutano a capire come si abitavano questi paesi prima che la neve diventasse soprattutto un richiamo turistico.

Al piano superiore, il Museo degli Strumenti Musicali Meccanici raccoglie oltre 100 pezzi della collezione di Eduard Thoenes, dal XVII secolo all'epoca moderna: organetti, pianoforti a cilindro, autopiani, fonografi e grammofoni. Molti sono ancora funzionanti e durante la visita si possono ascoltare, passando dal lavoro manuale raccontato al piano inferiore a un mondo di ingranaggi capaci di produrre musica.

A Fanano il museo, invece, continua nelle strade. Le sculture dei simposi internazionali, iniziati nel 1983, sono realizzate nell'arenaria locale e distribuite fra il centro e le frazioni. Alcune sono opere isolate; altre diventano fontane, arredi urbani o rilievi sulle facciate. L'incontro con questi lavori fa parte di una normale passeggiata, senza richiedere di visitare tutte le opere in sequenza. La mappa digitale del museo permette di individuarle e di leggere autore, data e storia anche in inglese: un modo per soffermarsi su ciò che incuriosisce e conoscere la tradizione locale della lavorazione della pietra.

Rifugi e soggiorno: la montagna incontra la tavola emiliana

Sulle piste si trovano punti di ristoro nelle varie aree d'accesso: il Rifugio Zambelli al Cimoncino, la Baita della Ninfa vicino al lago e i locali di Passo del Lupo permettono di fermarsi senza tornare in paese. Polenta con funghi, crescentine — spesso chiamate tigelle — e salumi appartengono alla cucina che accompagna l'inverno modenese. Il pranzo in rifugio e la cena nelle trattorie dei paesi sono parte della vacanza quanto lo sci.

Accanto alle crescentine, nei menu del Frignano si incontrano borlenghi e ciacci. I borlenghi sono sfoglie sottilissime, condite tradizionalmente con la cunza, un composto di lardo, aglio, rosmarino e Parmigiano Reggiano; i ciacci sono preparati con farina di castagne e raccontano un'altra risorsa importante dei boschi appenninici. A Sestola la tradizione dolce comprende il croccante del Frignano e i prodotti a base di mirtillo nero, dalle confetture agli sciroppi e ai liquori. Ritrovare questi sapori fra colazione, merenda e cena dà continuità al soggiorno nei paesi, anche quando il meteo invita a passare più tempo a valle.

Per dormire conviene partire dalla posizione: gli alberghi a Passo del Lupo o alle Polle riducono gli spostamenti verso le piste, mentre Sestola e Fanano sono più adatte a chi vuole uscire in paese anche nel pomeriggio. L'Hotel Villa delle Fate, per esempio, è vicino al centro di Sestola ma a circa 9 chilometri dagli impianti di Passo del Lupo: offre deposito sci, garage e centro benessere. Per le famiglie dispone di Family Room e di una Kids Room interna, dove giocare, leggere fiabe o guardare cartoni animati. È uno spazio per il tempo libero dei bambini, distinto dalle condizioni di accesso alla spa riservata dai 16 anni. Gli adulti possono fermarsi nel lounge bar con camino, mentre dalle terrazze dell'albergo lo sguardo si apre sulla valle e sulla rocca. La struttura consente quindi di soggiornare vicino alla vita del paese, raggiungendo le piste con un trasferimento.

Come arrivare e aeroporti

Da nord, l'accesso autostradale suggerito è Modena Sud sulla A1, poi Vignola e la strada Fondovalle verso Fanano e Sestola. La strada finale cambia secondo la base scelta: da Fanano si sale al Cimoncino, da Sestola a Passo del Lupo, da Riolunato alle Polle. Il Consorzio segnala anche collegamenti stagionali Busforfun da Bologna e Modena: partenze e disponibilità vanno controllate per la data del viaggio.

L'aeroporto di Bologna e l'ultimo tratto in montagna

L'aeroporto Guglielmo Marconi di Bologna è un punto d'arrivo da considerare per chi vola dall'estero. Gli autonoleggi si trovano al piano terra del terminal; con l'auto si prosegue verso il Modenese e la propria base sul Cimone. Un eventuale autobus stagionale in partenza da Bologna non va confuso con un transfer diretto dall'aeroporto: occorre raggiungere la fermata prevista e verificare la coincidenza. Per un soggiorno distribuito fra paesi, piste e attività fuori dal comprensorio, avere l'auto rende più semplici gli spostamenti.

Regione: Emilia-Romagna
Altitudine minima: 1200m
Tot piste: oltre 50km
Data apertura impianti sciistici:       -
Data chiusura impianti sciistici:       -
 
2 Commenti Popolari
  • Il Cimone è attrezzato molto bene come piste e impianti di innevamento artificiale. Mi piace molto la pista n. 17 della valcava perché e’completa. mi sembra caro il pass giornaliero il Cimone è una piccola cortina.

  • la prima passeggiata con il mio grande amore, chiara correva l anno 1975 settembre più di allora meno di domani grazie della grande fede, e di sara

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